Preoccupazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unione Europea per la finale del campionato europeo, che si svolgerà a Wembley l’11 luglio prossimo.

Preoccupazione da parte dell’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) è stata espressa in relazione alle allentate restrizioni anti-Covid in occasione delle partite degli Europei di calcio. Da Londra, nel frattempo, fanno sapere di avere optato per una capienza del 75% dello stadio di Wembley, pari a oltre 60mila persone, pari al 75% per semifinali e finale del campionato.
Al proposito Robb Butler, direttore esecutivo dell’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa dichiara: “L’Oms è preoccupata per l’allentamento delle restrizioni in alcuni Paesi che ospitano gli Europei di calcio”, la preoccupazione nasce dalla constatazione che alcuni degli stadi che ospitano il campionato stanno aumentando il numero degli spettatori ammessi alle partite, con conseguente aumento dei contagi.
Con una capienza aumentata fino al 75% e più di 60mila persone allo stadio, le semifinali e le finali degli Europei saranno gli eventi sportivi più sportivi nel Regno Unito da 15 mesi a questa parte, ovvero da quando sono estate adottate limitazioni per la pandemia di Covid.
“Abbiamo lavorato a stretto contatto con Uefa e Fa per garantire l’adozione di misure sanitarie rigorose e rigide, consentendo al contempo a più fan di vedere l’azione dal vivo”, così Oliver Dowden, segretario alla Cultura e allo Sport, aggiungendo che le finali rappresenteranno un momento fondamentale nella ripresa del paese dopo la pandemia.
Da parte di Angela Merkel arriva però, durante una conferenza stampa a Berlino a fianco di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, un invito alla Uefa, affinché si muova con responsabilità. Merkel afferma infatti: “I campionati europei si svolgono anche in una zona di varianti Covid, e come sapete tutti coloro che viaggiano in Gran Bretagna devono andare in quarantena. Spero che l’Uefa si muova in questo senso con senso di responsabilità”.
Ed anche la portavoce della Commissione Europea lancia un appello affinché le autorità preposte di ciascun paese ospitante, valutino attentamente la situazione sanitaria, prima di ogni evento sportivo organizzato nell’Ue, questo al fine di non annullare i progressi compiuti nella lotta al coronavirus in Europa nei difficili mesi passati. Questo in risposta alla richiesta del nostro primo ministro, Mario Draghi, di spostare la finale prevista a Webley, in seguito all’aumento dei contagi verificatosi negli ultimi giorni nel regno Unito. Tuttavia i portavoce dell’Unione Europea, hanno ribadito di non essere titolati ad intervenire nelle decisioni riguardanti eventi sportivi.